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“una nuvola è visibile solo mentre è in movimento, nel flusso, mentre cambia: è proprio questo che la rende una cosa
e che le impedisce, allo stesso
tempo, di essere una cosa
” Sadie Plant

 

Avere la testa fra le nuvole è una frase che sospende uno stato emotivo pur definendolo. Spesso, per schiarire un sentimento, la parola viene irretita in metafore evanescenti, immagini nuvolose che afferrano moti interiori. August Strindberg era affascinato dalle nuvole del cielo di Stoccolma; per molti anni le ha osservate, annotate e traslate nel suo teatro-da-camera. Un teatro intimo, per spazi piccoli che conteneva l’atmosfera.

nuvolario #miniatura prova ad accorciare la distanza dal cielo con scenografie atmosferiche che capovolgono il romanticismo del XIX secolo in nuvole inaspettatamente terrene. Un teatrino scientifico che rimpicciolisce il mondo svelando nuvole materiche, fatte cioè di materia organica, inerti e tutto quello che riescono a evaporizzare. Definite negli atlanti nefologi come Pirocumuli o Cumulonimbus Flammagenitus [abbr. PyroCbFg)] sono nuvole che sollevano in aria la terra e tutto quello che la compone.

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Trasfigurando il paesaggio esteriore in paesaggio interiore, Filippo Andreatta è un mangiafuoco che innesca un teatrino scientifico in cui miniature atmosferiche riportano il teatro alla sua evanescenza e matericità. L’architettura del teatro all’italiana Valli di Reggio Emilia rimpicciolisce in un luogo intimo in cui la distanza rappresentativa brucia in minuti artifici scenografici e celestiali.

Il suono del teatrino è Melodie del compositore Louis Andriessen, opera in cui un pianoforte e un flauto ricercano un unisono perfetto costantemente sfidato da fluttuazioni timbriche e micro-variazioni ritmiche. In questo vano tentativo, il quasi successo è il massimo raggiungibile: un’approssimazione, un avvicinamento verso qualcosa che resta inafferrabile.

 

nuvolario è un progetto che guarda all’insù, una osservazione della potenza trasformativa delle nuvole nel più illusorio dei meccanismi; vedere quello che non c’è. Relegate al dominio della vaghezza per la loro tendenza a nascondere i riferimenti celestiali, le nuvole sono state a lungo percepite come nemiche del pensiero chiaro e lucido, la nemesi di filosofi e scienziate.
Tuttavia hanno sempre decifrato la realtà svelando l’ingannevole trasparenza dell’aria e segnalando altri fenomeni atmosferici; un aspetto che, unito alla loro natura mutevole, le ha rese l’ossessione di pittori, fotografi, meteorologi e militari.

Filippo Andreatta, con OHT, esplora la vertigine sfuggente dei paesaggi celesti e il loro precipitato nel nostro presente. Visibili solo da lontano, le nuvole sono il raro momento in cui l’atmosfera si materializza, una tassonomia delle forme del cielo che attraversa il palcoscenico e i suoi artifici celestiali.

Evanescente come una nuvola, il progetto cambia continuamente forma pur rimanendo invariato nel suo nome: nuvolario.

anno

2026

durata

0:27:00.0

genere

teatro da camera

press

not yet

credits

nuvolario #miniatura
di Filippo Andreatta
musica Melodie di Louis Andriessen

> regia, scena e scrittura Filippo Andreatta
> modellino e miniature Nadezhda Simeonova
> cura tecnica Cosimo Ferrigolo
> ricerca drammaturgica Veronica Franchi

> pianoforte Bruna Di Virgilio
> flauto Verena Barié

> fotografie Giacomo Bianco
> amministrazione Lucrezia Stenico
> produzione Rebecca Sivieri
> promozione internazionale Valentina Bertolino
> collaborazione al modellino Luca Molinari
> animale guida yún (云)

> produzione Office for a Human Theatre
> co-produzione festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia, La Contrada Teatro Stabile di Trieste
> residenze saari residence / Kone foundation (FI), Centro di Residenza delle Arti Performative del Friuli Venezia Giulia / La Contrada Teatro stabile di Trieste, Socìetas / Teatro Comandini Cesena, Scuola Piccola Zattere Venezia, Teatro alla Cartiera Rovereto
> con il supporto di MiC, Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Rovereto, Socìetas all’interno del Progetto MIC/RE-R “Residenze per Artisti nei Territori 2025–27”

storia produzione

22-26.II.2026 > Villa Manin Trieste > residenza + open studio
7-30.IV.2026 > Socìetas / Teatro Comandini, Cesena 
> residenza + open studio
8-19.VII.2026 > Scuola Piccola Zattere, Venezia >residenza + open studio
10-11.X.2026 > festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia > premiere
05-06.XII.2026 > MUSE Museo delle Scienze, Trento

numero repliche

09