contenuto
Chi ha voce nello spazio pubblico della città?
Chi decide quali storie, lingue e corpi possono abitarlo?
E cosa accade quando la cultura diventa pratica di cura, ascolto e relazione?
Urban Regeneration è un progetto triennale all’interno del bando Welfare a KM Zero e realizzato grazie alla collaborazione fra enti, realtà e istituzioni locali. Il progetto prende forma all’Urban Center di Rovereto come spazio e processo di co-esistenza e trasformazione condivisa. Un luogo che si apre alle comunità come ambiente attraversabile, in cui generazioni, culture e vissuti diversi possono incontrarsi.
participants
> Marie Moïse
Phd in Filosofia politica, fa ricerca e attivismo in ambito femminista e costruisce reti di mutualismo femminista e cura di comunità. Insegna alla Stanford University Florence e collabora con l’Università di Innsbruck. È traduttrice e co-traduttrice di varie pubblicazioni tra cui "Donne, razza e classe" di Angela Davis (Alegre, 2018), e traduttrice di "Da che parte stiamo. La classe conta" di bell hooks (Tamu, 2022) e "Pleasure activism. La politica dello stare bene" di adrienne maree brown (nero, 2022). Le sue ricerche vertono principalmente su questioni postcoloniali e di genere in un’ottica intersezionale.
> Maryame El Qabach
opera tra educazione, attivismo culturale, scrittura e ricerca artistica. Vive tra lingue che si incontrano, si scontrano e si reinventano a vicenda: una genealogia migrante in cui la parola non è mai una sola, ma un luogo in continuo movimento. Nella sua pratica artistica la voce dialoga con il gesto e il ricamo si fa scrittura tattile. In questo gesto le mani proseguono il pensiero della lingua, trasformando il filo in racconto di una memoria condivisa: uno spazio in cui si restituisce al mondo nuove possibilità di dare e darsi voce.
artista indipendente, il suo lavoro abbraccia creazione, arte performativa e curatela e la sua ricerca nasce da un bisogno di connessione, condivisione e trasformazione con i contesti e le persone. Negli ultimi anni ha sviluppato un corpus di opere radicate intorno alla nozione di “wild posting”, una pratica utilizzata per comunicare messaggi sociali, politici e culturali negli ambienti urbani attraverso affissioni legali e illegali. Ha presentato il proprio lavoro, tra gli altri a Santarcangelo Festival (IT), Short Theatre (IT), Triennale Teatro Dell’Arte (IT), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (IT), Museo Macro (IT), La Casa Encendida (E), Festival Parallèle (FR), Saal Biennal (EE), Mir Festival (GR), Malta Bienniale Art (MT).
> Giacomo Lorandi
cuoco, fermentatore e ricercatore gastronomico. Laureato in economia e con un master in innovazione di pratiche alimentari. Ha come fulcro della sua ricerca professionale e di vita il cibo, il quale viene studiato non solamente come prodotto finale e finito ma come ecosistema di luoghi, saperi e persone. Ama usare la pratica della fermentazione sia per creare sapori nuovi e diversi ma anche e soprattutto come esempio di cooperazione intra-specie. La sua cucina rispecchia la sua etica: rispetto per la materia prima e chi l’ha prodotta, stagionalità e riduzione dello spreco.
> Noura Tafeche
artista visiva, onomaturga e studiosa indipendente, il suo lavoro si sviluppa attraverso una ricerca che intreccia media studies, culture visuali e filosofia del linguaggio, con un’attenzione particolare alle estetiche delle micro-culture online e alla rappresentazione visiva di immaginari speculativi. La sua formazione affonda le radici negli studi post-umani e critici, ibridati da una forte influenza della net.art e da una sensibilità per l’umorismo radicale. Si è laureata in Media Art presso l’Accademia di Brera e attualmente sta conseguendo una laurea in Filosofia. Al di là del percorso accademico, è stato The Influencers Festival a rappresentare la sua vera scuola, contribuendo in modo decisivo alla definizione del suo approccio e della sua pratica artistica.
credits
> un progetto di Office for a Human Theatre
> con Oriente Occidente, ATAS onlus, cooperativa gruppo78, Comune di Rovereto e Comunità della Vallagarina
> da un'idea di Anna Benazzoli,
> a cura di Anna Benazzoli, Elisa Pezza
> consulenza artistica Filippo Andreatta
> amministrazione Lucrezia Stenico
> comunicazione Veronica Franchi
> con il sostengo di Welfare a KM Zero, Fondazione Caritro, Provincia Autonoma di Trento, Fondazione Carlo Demarchi
2025 - politiche culturali