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OHT si confronta per la prima volta con il teatro musicale ispirandosi alla musica di Arvo Pärt. Il tema dell'ambiguità fra uomo e natura viene messo in scena attraverso la vicenda del paese altoatesino di Curon / Graun, completamente sommerso dalle acque nel 1950. In linea con le sfumature politiche degli ultimi spettacoli di OHT, questa nuova produzione teatrale ritrae un paese affogato dove il suono della campana - tipico dello stile tintinnabuli di Arvo Pärt - fa emergere con veemenza le forze invisibili del paesaggio alpino. Unico protagonista del palco è il campanile della chiesa del paese sommerso di Curon, che ricopre –per allitterazione – il ruolo della campana nel brano Cantus in memoriam Benjamin Britten. L’azione scenica parte dal silenzio come punto di non ritorno del compositore estone, che è riuscito a spingersi all’essenza della sua musica grazie a sei anni di ritirata contemplazione. I rintocchi fantasma del campanile connettono lo spettatore a una rinnovata struttura narrativa del teatro musicale: una narrazione rallentata, i cui parametri rientrano nel dominio del sacro di Arvo Pärt invitando il pubblico ad adottare criteri diversi rispetto a quelli generalmente accettati e conosciuti. Il testo e le immagini filmate si mescolano alla performance live immergendo il pubblico in un’esperienza epifanica e ipnotica, mentre la forza spirituale del suono delle campane e la ricostruzione del campanile sommerso rendono il palcoscenico una metafora letterale dello stile Tintinnabuli di Arvo Pärt. Lo sfollamento del piccolo paese di Curon avvenuto nel 1950 diventa così l’espediente narrativo per utilizzare testi e immagini come unici elementi scenici per riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda, quella di comunicare attraverso l’immobilità e il silenzio.

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Arvo Pärt

Nato l’11 settembre 1935 a Paide, Arvo Pärt è un compositore estone divenuto celebre per la sua musica sacra. Dopo un primo periodo di studio della musica dodecafonica, nel 1971 decide di entrare in un silenzio contemplativo per dedicarsi esclusivamente allo studio della musica sacra e gregoriana con particolare attenzione al periodo medioevale e rinascimentale. Dopo sei anni, nel 1977, interrompe il suo silenzio con un genere musicale che lo contraddistingue: il tintinnabuli, ovvero un suono simile a una campana. I maggiori lavori di questo periodo sono Tabula Rasa, Cantus in memoriam Benjamin Britten, Spiegel im Spiegel e Fratres. Da qui in poi Arvo Pärt viene considerato uno dei pionieri del minimalismo e del minimalismo sacro, seppur lui non si sia mai definito un minimalista. Le sue composizioni hanno affascinano il mondo intero facendogli meritare onorificenze internazionali tra cui quella da parte di Papa Benedetto XVI che nel dicembre 2011 lo investe del titolo di Membro del Pontificio Consiglio della Cultura; e quella nel 2016 da parte dell’Università di Oxford che lo elegge Dottore Onorario in Musica.

Curon / Graun

Nel 1950, la costruzione di una grande diga in val Venosta unificò il lago di Resia e il lago di Mezzo sommergendo 523 ettari di terreno coltivato e 163 case dell'antico centro abitato di Curon. A realizzare il bacino del lago più grande dell’Alto-Adige, lungo 6 km e largo 1 km nel punto di massima larghezza, fu il consorzio Montecatini, vincitore del bando nazionale. La costruzione della diga fu preceduta dalle proteste degli abitanti del luogo e da un clima di tensione fra terroristi locali e il governo italiano, mentre una delegazione sudtirolese si recò addirittura da Papa Pio XII per scongiurare la realizzazione dell'opera. L'operazione però fu inarrestabile e coinvolse migliaia di operai che scavarono 35 chilometri di tunnel sotterranei utilizzando 1.500.000 quintali di cemento, 10.000 tonnellate di ferro e 800 tonnellate di esplosivo. Per la prima volta in Italia venne usata la nitroglicerina per radere al suolo il centro abitato di Curon e parzialmente quello di Resia, entrambi ricostruiti in posizioni più elevate. A emergere dal lago è il campanile della Chiesa, immobile testimone dell'accaduto.

anno

2018

durata

0:50:00.0

genere

teatro musicale

Nominato ai Premi UBU 2018 come miglior allestimento scenico

press

Antinomie > Curon/Graun decostruzione di un'immagine, 11.III.2020
PAC > La memoria del campanile, 10.II.2020
la Repubblica > Curon, il paese sommerso ritrova la vita, 03.II.2020
Stratagemmi > Curon/Graun, intervista a Filippo Andreatta, 02.II.2020
la Repubblica > Quel campanile del borgo sommerso, 25.I.2020
ICON Design > La poesia dell'immobilità, 15.I.2020
La Lettura - Corriere della Sera > Ho visto 100 spettacoli, 12 buoni, 8 brutti, gli altri... 30.XII.2018

La Lettura - Corriere della Sera > Suona ancora, campana, ti prego!, 25.XI.2018

domenica - il Sole 24 ore > RomaEuropa ospita lo spettacolo del campanile sommerso, 11.XI.2018

il Trentino > l'intervista, 04.XI.2018

il manifesto - Alias > Il campanile silenzioso, 11.VIII.2018

Rumor(s)cena > L'opera Curon/Graun: quando la storia ispira l'arte, 26.VI.2018

L'Adige > Con Curon/Graun si riflette sull'Italia, 14.VI.2018

ATP Diary > Un Supercontinent che si avvera, 14.VI.2018
Smart Review > CURON/GRAUN quando tra uomo e natura si insinua il teatro, 11.VI.2018
Exibart > Il suono del campanile sommerso, 11.VI.2018
Corriere della Sera - Trentino > La Haydn a Drodesera, 10.VI.2018
Franz Magazine > Rintocchi nel silenzio, 08.VI.2018
Club Milano > CURON/GRAUN teatro musicale, 07.VI.2018
ArtsLive > Rintocchi di suoni e silenzi, 06.VI.2018
Stratagemmi > Curon/Graun, 04.III.2018
Artribune > L’inondazione di Curon raccontata da OHT, 04.III.2018
Connessi all'Opera Curon/Graun, 27.II.2018
Sipario Curon/Graun, 25.II.2018
Corriere della Sera - Alto Adige > Curon/Graun al Sociale, 25.II.2018
MTG Lirica CURON/GRAUN – OPERA 2021, 25.II.2018
Le Salon Musical Trento e Bolzano: Curon e Gaia, 23.II.2018

Giornale Della Musica Dittico contemporaneo, 22.II.2018

credits

Curon / Graun
storia di un villaggio affogato

> di OHT | Office for a Human Theatre


>  musica di Arvo Pärt
>  Fratres” per quartetto d’archi
>  Fratres” per archi e percussione
>  Fratres” per violino, archi e percussione
>  Cantus in memoriam Benjamin Britten”


>  regia Filippo Andreatta
>  set-design Paola Villani
>  light-design William Trentini
>  riprese e montaggio video Armin Ferrari
>  responsabile palcoscenico Viviana Rella
>  assistenza allestimento Massimiliano Rassu / Letizia Paternieri
>  produzione Laura Marinelli
>  collaborazione grafica Letizia Tempesta Filisetti
>  decorazione Nadia Simeonkova, Silvano Brugnara
>  produzione Fondazione Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Stiftung von Bozen und Trient
>  co-produzione OHT, Centrale Fies

> vincitore di Fondazione Haydn / Fringe, I Edition

>  Editore | Herausgeber Universal Edition AG
>  Rappresentante per l’Italia | In Italien vertreten durch Casa Ricordi, Milano

storia produzione

23.II.2018 Trento, Teatro Sociale 
12.VI.2018 Dro, Drodesera festival – Centrale Fies 
17.XI.2018 Roma, Roma Europa Festival
23-24-25.I.20 > Triennale Milano Teatro, Milano
05.II.20 > Teatro Verdi, Firenze
09-10-11.X.20 > Festival Aperto, i Teatri di Reggio Emilia
06-07.III.21 > Teatro di Silandro, Alto-Adige / Südtirol

numero repliche

18